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18 apr 2012

MIART 2012

MIART 2012





Joel Peter Witkin, “Catrina New Mexico”. Courtesy Ca’ di Fra’


MIART 2012

Senza scandali e provocazioni, la 17ª Fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea si fa promotrice dell’arte autentica

di Luca Maffeo, il 09/04/2012
Mentre nel cortile milanese del “Sole 24 ore” si avviava l’ennesimo scandalo artistico dovuto alle provocazioni di Alessandro Acerra, la sera del 25 marzo si inaugurava la 15ª edizione del MiArt, fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea, ospitata nei Padiglioni 3 e 4 di fieramilanocity.
Certo è che diventa difficile giudicare il valore di un’opera quando l’arte si riduce ad un complesso di manichini disposti qua e la e avvolti da una poetica presunta, la quale dovrebbe far riflettere, assumendosi le responsabilità di un interrogativo, tralasciando, però, la qualità. Ed è vero anche il contrario, quando si dà la possibilità di osservare opere affatto prive di valore estetico, eppure completamente vuote. Così, di fronte all’alternativa posta dalla nostra situazione attuale, secondo la quale o si crea o si afferma, scemano i tempi in cui i contenuti dell’arte venivano trasmessi mediante la qualità formale delle opere. E se l’obbiettivo rimane quello del far parlare di sé, Acerra ci è riuscito. Davanti all’uomo sepolto sotto un cumulo di quotidiani, la giuria era stata clemente e l’aveva selezionato per essere installato presso la sede del noto quotidiano economico, ma, dopo la presentazione ufficiale, se ne è pentita, giudicandolo scomodo, forse offensivo, a tal punto da farlo rimuovere. Non dimenticando che lo stesso Acerra era presente al MiArt 2009, tuttavia stona se paragonato alla ricerca formale e ideale, presente e innegabile, almeno come tentativo, al MiArt di quest’anno.

Il confronto con la storia


Michal Macku, “Glass gellage n. XVI”. Courtesy PaciArte
lo scopo di una fiera dovrebbe essere il mercato. Promozione ed esposizione di tele, sculture e installazioni all’avanguardia, di facile interesse per il collezionista o semplice appassionato. Tuttavia ciò che ha caratterizzato la fiera milanese dell’arte contemporanea, e dunque la possibilità di far conoscere artisti più o meno quotati in Italia e all’estero, è ribaltata dall’atteggiamento stesso di artisti e galleristi tesi, più che al mercato, a concepire la propria attività come mezzo generatore e luogo di novità. Un atteggiamento ricordato nelle parole dell’assessore alla cultura della provincia di Milano Novo Umberto Maerna, che, citando Ungaretti, ha detto: “Il miracolo dell’arte non è il linguaggio, ma la tensione che lo anima”. Una tensione lecita, degna dei Salon parigini, quando le nuove proposte quasi sconosciute e rifiutate si scornavano con la grande accademia, ignorandone la discendenza e la paternità. Assume dunque più significato la possibilità di vedere esposte tra le pareti della Galleria Blu i volti dipinti dal Picasso maturo, parallelamente alle dolci e materne “natività” di Federico Guida, proposto nella sezione storica, sempre affascinate e mai demodé. Un contemporaneo che si guarda le spalle per fare passi in avanti; non si può lasciare solo al caso o ad una convenienza di mercato l’accostamento, quanto mai assurdo, di alcune fotografie della serie italia del sud, scattate da Giacomelli tra il ’64 e il ’66, e le aberrazioni corporee e morali proposte negli scatti di Nabuyoshi Araki e Joel Peter Witkin (Ca’ di Fra’).

La fiera d’arte tra avanguardia e innovazione


Grazia Toderi, “Orbite Rosse”. Courtesy Gii Marconi
Tra le 141 gallerie partecipanti, di cui solo 11 straniere, una nota di merito va alle nuove proposte, sempre presenti al MiArt e mai con la paura di uscire allo scoperto. Da menzionare sono le sculture dal gusto raffinato di Matteo Negri, in expo ormai da qualche anno con lo stand della Fabbrica Eos. Già ad un primo colpo d’occhio la serie, intitolata L’Ego, si offre in tutta la sua bellezza estetica e valoriale, presupposta da un lavoro a dir poco artigianale che, pur richiamando i ludici blocchi di plastica prefabbricati, non disdegna la fattura tutta in ferro battuto e bronzo fuso. Nota di merito anche alle “sculture fotografiche” di Michal Macku (Galleria Jarch), che dopo le foto “strappate” ottenute mediante l’eliminazione della gelatina d’argento dall’emulsione fotografica, traspone ora e nelle opere più recenti l’emulsione su lastre di vetro sovrapposte, arrivando alla tecnica del glass gellage, con la risultante di una fotografia tridimensionale.
Un’esposizione, quindi, a tutti gli effetti contemporanea, in rapporto continuo non solo con il passato, ma con il proprio tempo. Confronto cercato e voluto da gallerie quali Analix Forevere di Ginevra, dove l’arte gioca con la moda e fa del connubio artista-stilista una virtù di gusto e tendenza. Ecco la novità, la tradizione e l’avanguardia, inquadrata dalle costellazioni cittadine di Grazia Toderi, dai decollage di Miguel Olivares fino alla filiforme scultura di Alex Pinna: giacomettiano uomo che cammina sui bilico della sua consistenza.

Gli eventi del MiArt 2010

Sono molti gli eventi che hanno accompagnato in questa ultima edizione gli artisti e i galleristi presenti al MiArt 2010. Al padiglione 3 sono state allestite due sale con l’obbiettivo di mettere in scena il De Arte Disputatio, in cui curatori, critici, storici dell’arte e mercanti hanno potuto riflettere, confrontarsi e dialogare su progetti, proposte o mostre realizzate, aventi come obbiettivo comune l’attualità del fare arte. Si ricordano così convegni come Iter artem et elegantiam peregrinationes, durante il quale Goshka Macuga e Zowie Broach hanno potuto scoprire gli orizzonti investigativi comuni ad artisti e fashion designer. Non da meno è stato Wonderland - Arte nuova da Londra, conferenza alla quale hanno partecipato Polly Morgan, Oliver Clegg, Sam Buxton e Bridget Hugo, i quali hanno introdotto una nuova tendenza artistica inglese basata sulla ricerca storica, storico-naturale, scientifica e futurologica.
Non è mancato poi il made in Italy con la presentazione di Twister, rete musei lombardi per l’arte contemporanea. Progetto promosso dalla Regione Lombardia e coordinato dalla Gam di Gallarate, per il quale, da una selezione iniziale di sessanta artisti internazionali sono stati scelti dieci artisti per dieci musei lombardi, con l’intento di dare fermento culturale a realtà diverse e territorialmente unite.

28 mag 2011

Accessible Art Show in Milan

Accessible Art Show in Milan

Ever heard of Alessandro Acerra? I hope so, but if you have not, you may well do quite soon, for his work as been creating quite a stir in Italy’s contemporary art scene. This weekend an event is being held at the headquarters of Italian financial newspaper and publishing group, Il Sole 24 Ore at Via Monte Rosa, 91.
Aside from Acerra’s provocative work, an example of which you will see shortly, there are plenty of other works of art on display at the ‘Arte Acessibile’ – Accessible Art exhibition which runs this Saturday and Sunday, the 27 and 28 March. In keeping with the accessible art theme, entrance to the the exhibition is free. Sponsoring the show are PriceWaterHouseCoopers, Il Sole 24 Ore, and 1ring – an innovative, and free, new web service which promises to help us link the real world to the web. If the idea of connecting the real world with the virtual one the sounds intriguing, then watch the brief video on the 1ring website. Sorry, technology got the better of me, as usual. I digress.
Apparently, the very real works of contemporary art on show have one thing in common: The artists featured are not represented by any gallery owners. I feel that after seeing examples of just what some of these artists are capable of, a few will end up having their work featured in some gallery or other, either in Italy, or further afield.
Should you care to pay a visit, you will find a varied collection of paintings, photography, sculpture, and installations to view. You may also be able to chat with the artists concerned, although I have no idea how many of them speak English. You could always use this as an opportunity to brush up your Italian, I suppose.
What follows is an example of Alessandro Acerra’s work, which you may not see ever again. It was there this Thursday, but, somewhat mysteriously, Acerra’s installation had disappeared on Friday. Why? Take a look, and I believe all will become clear.

The Installation Which is No More by Alessandro Acerra

Installation by Alessandro Acerra
A provocative Installation by Alessandro Acerra
If you are in Milan this weekend, like art, and are otherwise twiddling your thumbs, then why not hop on the Red metro line from Il Duomo, and jump off at the Lotto stop. Just make sure you catch the train heading for Milan’s exhibition complexes and you will be fine.
I might be there too.
Have an arty weekend!