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20 dic 2014

Eco t-shirt HIBU, un ottimo regalo per Natale

Eco t-shirt HIBU
Eco t-shirt HIBU in cotone biologico e tessuti riciclati, un’ottima idea per i regali di Natale di quest’anno.
Ultime news dal mondo della sostenibilità ambientale e del riciclo. Dopo avervi parlato dell’Ecodecalogo proposto da Greenpeace per un Natale sostenibile, oggi vi presentiamo le Eco t-shirt HIBU, le t-shirt realizzate da Alessandro Acerra, una mini collezione di grafiche divertenti e ironiche, romantiche e glamour, diventate di anno in anno un vero e proprio “MUST da collezione” per chi non vuole sbagliare, a Natale e a fine anno i sorrisi non bastano mai. Ma vediamole in dettaglio.
Le eco t-shirt HIBU sono in cotone biologico, decorate con stoffe preziose, tessuti di scarto dell’alta moda recuperati, fatte a mano una per una. Unendo così la qualità sartoriale italiana allamoda sostenibile, l’unicità di ogni capo alla sensibilità ecologica. Ogni t-shirt è diversa dall’altra e ha con sé un certificato di autenticità che ne garantisce l’unicità, con numero di serie e firma.Capi unici che stanno a metà tra l’arte e la moda e “cercano di combattere l’omologazione di massa portata dalla globalizzazione”, “progettati come quadri da indossare. L’idea è farne un oggetto di culto, da collezione”. Anche il packaging è originale, poiché le magliette vengono confezionate nei contenitori della pizza, simbolo di una delle poche cose che ancora rappresenta l’Italia nel mondo per qualità e produzione.
I soggetti raffigurati sono i cliché di Natale come la renna di Babbo natale, il pupazzo di neve, l’Omino di Pan di Zenzero rivisitati nello stile HIBU. Prima ancora che dal numero, dal cartellino di autenticità e dalla firma del suo creatore, le eco t-shirt di Alessandro Acerra le riconosci dagli occhi delle figure dai quali deriva il nome del marchio Hibu.

26 mag 2012

Vuoi essere alla moda? Sostieni il pianeta! I nostri consigli eco-chic - Tutto per Lei

Vuoi essere alla moda? Sostieni il pianeta! I nostri consigli eco-chic - Tutto per Lei

a cura di Giovanna Manna
data pubblicazione 22 mag 2012 alle ore 9:49am

Stare al passo con la moda e non tradire i propri ideali etici ed ambientalisti oggi si può. Sono sempre di più i brand del “fashion system” che volgono la loro attenzione alla sostenibilità ambientale, investendo ricerche e tecnologia per poter rendere i loro prodotti eco-friendly, in linea anche con le scelte e le esigenze dei consumatori, informati ed attenti verso queste tematiche.
La stilista Stella McCartney (stellamccartney.eu) non finisce di stupirci con il suo impegno “green”. Dopo le scarpe eco-chic con il tacco biodegradabile (nella foto in alto), quest’anno ha realizzato una linea di occhiali da sole super trendy ad impatto zero: sono cinque modelli, due in acetato e tre in metallo. Le materie prime utilizzate per la bio-plastica sono acido citrico e semi di ricino, ricavato da piante non OGM.

Victoria Shoes è un’azienda spagnola di calzature che ha fatto di sostenibilità ed innovazione i suoi tratti distintivi, infatti per le sue scarpe usa soltanto materie ecologiche e naturali. Pezzo forte è il modello Inglesa, sneakers dal gusto british, in tanti colori: hanno una resistente suola in fibra naturale che profuma di vaniglia.

In Italia non mancano negozi e marchi di scarpe eco. IlGatto con gli stivali (gattoconglistivali.it) è il primo negozio a Roma di calzature ed accessori realizzati senza l’uso di componenti animali, ideale per lo shopping di vegetariani e vegani.
Il designer italiano Alessandro Acerra (hibu.it) è impegnato nella moda sostenibile ormai da anni, soprattutto nell’ abbigliamento per bambini. Sul suo sito, oltre ad oggetti di design, si trovano coloratissime e divertenti T-shirt e felpe, decorate da ricami e disegni, fatti con scampoli di stoffa ed altri materiali riciclati.

Geniale l’idea di Catherine Edouard Charlot, famosa artista dell’upcycling, che ha lanciato Himane Sustainable Designs: borse, accessori ed abiti completamente realizzati con ombrelli rotti o dimenticati per le strade. (himane.bigcartel.com).

I jeans non sono tutti uguali, le sfumature ed il colore e di conseguenza il loro pregio, dipendono dal trattamento ricevuto dal denim durante i lavaggi.
Pepe Jeans London (pepejeans.com) ha deciso di ridurre in modo drastico la quantità di acqua utilizzata in questo processo e di non usare prodotti chimici. Il risultato è lalinea True Blu, sei modelli perfetti per un outfit sexy ed ecologico.
Per quanto riguarda gioielli e bijoux, molti designer si stanno sbizzarrendo creando splendide collezioni di orecchini, bracciali, collane, spille, che prevedono la lavorazione artigianale di materie prime come il legno o le foglie, ma soprattutto materiali riciclati! Veri e propri pezzi unici.
Con l’arte del riciclo e del riuso, possiamo divertirci anche noi a confezionare gioielli in questo stile. Ad esempio con le cannucce delle bibite, vecchi bottoni, assemblando collane rotte per crearne di nuove. Si avvicina il tempo di andare al mare, perché non scegliere un costume da bagno eco?
L’idea è di Agogoa: un bikini super glamour, realizzato con il riciclo delle bottiglie di plastica.

Così è sempre crescente la scelta di indossare, se proprio piace la pelliccia, soltanto eco-fur. Da oggi sarà più facile riconoscere le contraffazioni e distinguere la pelliccia finta da quella vera, grazie alle nuove disposizioni comunitarie per i capi con parti di origine animale, del Regolamento Ue 1007/2011, entrato in vigore l’ 8 maggio scorso. Ormai, specialmente in internet, è facilissimo trovare tantissime idee ed aziende “green”, per i nostri regali, il nostro abbigliamento, i nostri bambini, la nostra casa e, soprattutto, per il nostro futuro e quello del pianeta.
di Paola Pegolo

10 apr 2012

Hibu, le t-shirt ecologiche che raccolgono gli scarti dell’alta moda | Greenews.info

Hibu, le t-shirt ecologiche che raccolgono gli scarti dell’alta moda | Greenews.info


gennaio 25, 2012 Campioni d'Italia, Prodotti, Prodotti, Rubriche
Prima ancora che dal numero, dal cartellino di autenticità e dalla firma del suo creatore, le eco t-shirt di Alessandro Acerra le riconosci dagli occhi delle figure. Grandi, bianchi con la pupilla nera, stilizzati eppure espressivi, simili a quelli di un gufo. Da qui viene il nome del marchio,Hibu (hibou in francese significa gufo), e sicuramente anche un po’ del successo delle t-shirt. Che di particolare hanno anche un’altra cosa: sono in cotone biologico, decorate con stoffe preziose, tessuti di scarto dell’alta moda recuperati, fatte a mano una per una.Unendo così la qualità sartoriale italiana alla moda sostenibile, l’unicità di ogni capo alla sensibilità ecologica.
Alessandro, 31 anni, milanese di origini campane, è appena tornato da Pitti bimbo, dove ha presentato la collezione invernale con felpe e magliette a manica lunga. Sono numerose le sue partecipazioni alle fiere, da White kids al Salone del Mobile, fino alla Biennale di Venezia. Sì, perché oltre a fare lo stilista, è anche designer e artista. Un «creativo», come si definisce lui, con una parola che le contiene tutte.
La sua avventura nel mondo della eco sostenibilità inizia all’Accademia di Brera, dove nel 2005 si diploma con una  tesi in eco-design, dal titolo “Niente si crea, tutto si ricicla”. Intanto, frequenta diversi corsi in comunicazione visiva, modellazione e fotografia al Politecnico di Milano. «Dopo la fine degli studi, ho iniziato a realizzare le prime magliette. All’inizio per me e per i miei amici, poi, tre o quattro anni fa, ho creato il marchio Hibu ed ho iniziato a commercializzarle». E oggi le t-shirt di Alessandro sono acquistabili solo in alcuni negozi selezionati e, on line, sul sito Greencommerce.it. Alessandro elabora i soggetti, sceglie le stoffe, le ritaglia e imbastisce per poi cucirle.  I tessuti provengono da scarti sartoriali o da rimanenze di produttori famosi, nati spesso per capi di lusso destinati alle passerelle milanesi e recuperati, mescolati per poi rivivere sotto forma di animali e piccoli mostri colorati e ironici.
«Sono sempre stato a contatto con tante stoffe, perché mia madre fa la sarta. Con il tempo, mi sono creato un vero e proprio archivio di tessuti recuperati da riutilizzare». I soggetti, simpatici e coloratissimi, «richiamano i manga, i cartoni degli anni Ottanta, le icone della vita quotidiana. Io mi bombardo quotidianamente di immagini, le immagazzino, e poi rielaboro tutto sulle magliette, con le decorazioni tela su tela». Ogni t-shirt è diversa dall’altra e ha con sé un certificato di autenticità che ne garantisce l’unicità, con numero di serie e firma. Capi unici che stanno a metà tra l’arte e la moda e «cercano di combattere l’omologazione di massa  portata dalla globalizzazione», «progettati come quadri da indossare». «Quando queste magliette diventano piccole e non si portano più, non sono da buttare: si incorniciano come un quadro, perché hanno dietro di sé una storia, sono firmate dall’artista e realizzate con tessuti pregiati. La mia idea è farne un oggetto di culto, da collezione». Anche il packaging è originale: «Vengono confezionate nei contenitori della pizza, simbolo di una delle poche cose che ancora rappresenta l’Italia nel mondo per qualità e produzione».
Da cinque o sei anni Alessandro realizza anche oggetti di arredamento e design, sempre rigorosamente con materiale destinato alla discarica, spesso difettato, e restituito a una nuova vita. Vedi la linea degliEco-toys, i «mostri ingoia rifiuti». Pupazzi di diverse dimensioni che, una volta riempiti, si adattano agli usi più diversi. «Diventano poltrone o divani, oppure contenitori per i giocattoli, cestini da scrivania. Basta “ingozzarli” con i rifiuti e gli scarti, come bottiglie di plastica, carte a cartone, imballi di poliestere e tutto ciò che a ognuno piace vedere all’interno  delle bocca affamata del suo mostrino».
Accanto alla vena del designer e dello stilista, c’è quella più provocatoria dell’artista. Alessandro ha firmato installazioni shock, dal postino morto sul lavoro (“Lavorare è sacrificio”) alla suora senza tetto (“Mistero della fede”), che spesso hanno fatto discutere, ricevendo però allo stesso tempo l’apprezzamento di nomi noti, da Oliviero Toscani a Achille Bonito Oliva. «Mi piace provocare, piazzando manichini che creano sgomento. Ma le mie opere d’arte sono anche servite a far conoscere meglio le mie creazioni e far parlare di più di Hibu e degli oggetti di design».
Veronica Ulivieri

23 mag 2011

Moda? Scelgo io"

Zona Tortona, Superstudiopiù, week end del 21-22 maggio. Per fashion victim, eco-sostenitori, consumatori attenti, da segnare in agenda è la prima edizione di Change up! Scelgo io.

Due giorni a ingresso libero di iniziative, workshop, incontri con esperti di tematiche ambientali e legate alla salute, all'energia, al business etico, ma soprattutto vetrina di importanti realtà aziendali impegnate nella moda responsabile.

Obiettivo: fare quadro intorno all'intera filiera che coinvolge produzione-distribuzione-pubblico-creativi-professionisti, aprendo luminose finestre sulla consapevolezza dei consumi, degli acquisti e in generale degli stili di vita.


Fra i momenti di di introduzione e approfondimento teorico, dalle 14 alle 16 di domenica, il workshop "Moda? Scelgo io" affronterà - con interventi fra gli altri di Francesca Romana Rinaldi - l'ampio spettro delle implicazioni economiche e produttive in fatto di moda sostenibile, con un particolare rilievo sui vantaggi dell'uso delle tinture naturali.


Il consumatore, inequivocabile protagonista dell'iniziativa, è evocato del resto nella seconda parte del titolo della manifestazione stessa: "Scelgo io". È lui a influenzare il mercato nella direzione dell'ecosostenibilità, come ha rilevato il Rapporto Italia 2010 dell'Eurispes. Fondamentali, quindi, le operazioni costruite intorno al consumatore per sensibilizzarlo e informarlo, suscitandone la curiosità verso i valori di prodotto.

Agli interventi teorici, si affiancano, quindi, le esposizioni delle proposte di dodici brands sociali-etici-eco. Una rara occasione per poter apprezzare quanto estesa, ricca e trasversale possa essere la dimensione del consumo "alternativo": dalle linee di abbigliamento di Cangiari e Color Naturae, alle calzature di dRv e di El Naturalista. Trasversali tra arte e moda gli abiti-quadri da collezione di Hibu by Alessandro Acerra. Le possibilità si estendono coinvolgendo anche gli accessori, da Hell's Kitchen a La Bolsina e Zula. Per i bijoux, Poet-à-Porter, i gioielli sono di Uroburo, nati da un progetto formativo, al quartiere Isola di Milano, che mira a condurre gli utenti dei Centri Psicosociali a un lavoro qualificato nella produzione artigianale. Il laboratorio Ruberlab rappresenterà, invece, le aziende impegnate nello studio e impiego di tinture naturali per la moda.

Per il settore matrimoniale, sempre attento alle più aggiornate tendenze di consumo, Semidisesamo propone, infine, un 'ampia panoramica di soluzioni per nozze sostenibili, dalle partecipazioni, alle bomboniere, al catering.


Nell'estesa concezione di un evento olistico, Change up! Scelgo io, introdurrà, poi, nella giornata si sabato, alle 15, alla tecnica di digitopressione di Thomas Bowen, mirata a ristabilire l'armonia e l'equilibrio del corpo, potenziando l'autoguarigione.

Per domenica alle 11, sono, invece, in programma dimostrazioni di tai ji quan, l'antica arte marziale cinese basata sul concetto taoista di Ying-Yang e del più essenziale ba ji quan, tenute dal maestro Franco Pomo.
Pubblicato:
20 maggio 2011

2 mag 2011

Bio-Fashion@Change up!Scelgo io

Il 5 maggio presso lo Spazio Gancia di via Tortona 21 a Milano si svolgerà la conferenza stampa di presentazione del salone dei nuovi consumi Change-Up!Scelgo io (sabato 21 e domenica 22 maggio 2011 al Superstudio Più di Milano).
Change up! Scelgo io ospiterà una selezione di aziende e produzioni etiche, ecologiche e
sostenibili raccolte in un “villaggio a tema”: un luogo di incontro tra produzione, distribuzione, pubblico, esperti, creativi e professionisti.
Ci sarà un fitto programma di iniziative, case histories, incontri e workshop con esperti di vari settori sulle principali tematiche inerenti ambiente, salute, alimentazione, energia, business etico, stili di vita.
Uno dei workshop sarà cordinato da me: accorrete numerosi!!

Ecco il programma:
Moda? Scelgo io, workshop di approfondimento sulla moda sostenibile.
Domenica 22 maggio dalle ore 14.00 alle ore 16.00.
h14-14.20 “Moda sostenibile. Opportunità e rischi.”
Francesca Romana Rinaldi, docente SDA Bocconi e titolare del blog http://bio-fashion.blogspot.com
h14.20-14 “La certificazione etica ed ambientale nell’abbigliamento: garanzie per il consumatore finale.”
Paolo Foglia, Responsabile Ricerca e Sviluppo ICEA
14.40- 15 “Carmina Campus: ethical luxury nell’accessorio.”
Elisabetta Facco, Responsabile della comunicazione di Carmina Campus
15-15.20 “Vantaggi e criticità della colorazione naturale.”
Alessandro Butta, esperto di tintura naturale di lana e cotone, Cooperativa agricola La Campana a Montefiore
dell’Aso (AP)
15.20-15.40 “Tanto vale tingere con le piante”: conversazione sul colore naturale con dimostrazione di tintura
Rosella Cilano, direttrice Associazione Tintura Naturale M.E.Salice - Milano

I brand del fashion presenti a Change up!
CANGIARI www.cangiari.it
COLOR NATURAE www.colornaturae.it
dRv www.diromeovegan.it
EL NATURALISTA www.elnaturalista.com
HELLSKITCHEN www.hellskitchen.it
HIBU www.hibu.it
LA BOLSINA www.labolsina.com
RUBERLAB
ZULA www.zula.it
POET-À-PORTER info@poet-a-porter.it
SEMIDISESAMO www.semidisesamo.org
UROBURO www.uroburo.it

hibu



Semidisesamo

Zula

Cangiari

Color Naturae